La dieta Antinfiammatoria

La dieta antinfiammatoria è un sistema alimentare che sta prendendo sempre più spazio, scopriamo il perché.

Il cibo è un farmaco! Quante volte abbiamo incontrato questa espressione? Tante. Quante volte questa espressione è stata corroborata da fatti? Quasi mai!

Forse sarebbe da enunciare esattamente al contrario, ovvero “il cibo può fare male” ma, senza fare facili terrorismi, cerchiamo di capirci qualcosa in più, in attesa che si sviluppi un sistema alimentare a sostituzione dei farmaci, come la nutraceutica.

La diminuzione delle calorie è il primo passo per vivere meglio e più a lungo, questo sembra assodato dalle ricerche, il perché è presto detto: il nostro organismo è predisposto all’accumulo di calorie in situazioni di deficit alimentari o dopo un surplus di dispendio energetico; in un’epoca di sedentarietà  e abbondanza alimentare (nei paesi sviluppati), il corpo accumula il di più, sotto forma di depositi che non saranno mai sfruttati. Gli alimenti sono sempre più tossici, per motivi di produzione, protezione e stoccaggio. Mangiare meno significa  avere in circolo meno agenti tossici. La restrizione calorica mantiene gli ormoni bilanciati, senza picchi insulinici a deprimere  l'ormone della crescita  e con il cortisolo al livello giusto e nel giusto rapporto con il testostrone. La restrizione calorica aiuta anche la funzione della tiroide che non è costretta a lavorare oltre il dovuto.

Prima di pensare alla restrizione calorica, bisognerebbe utiizzare al meglio gli alimenti; usarli per quello che servono; operare una scelta consapevole è il primo passo per il benessere. Mangiare quello che serve quando serve!

La dieta antinfiammatoria, ad esempio,  ha avuto un riscontro positivo in determinate situazioni, ed in alcuni casi è stata equivalente o superiore a farmaci di uso comune.

Prendiamo ad esempio un comune mal di schiena, o ad una distrazione muscolare, la prima cosa che molti fanno è prendere dei Fans  che riducono immediatamente la sintomatologia, bene! Questa è una strada percorribile, però accade che i Fans blocchino la produzione di  prostaglandine sia di quelle “buone” che di quelle “cattive” e possono influire con la normale riparazione dei tessuti. Mentre da una parte i Fans compiono un’azione positiva ( meno dolore) dall’altra possono rallentare la guarigione della "ferita" che ha tempi e modalità ben precise.

In alcuni casi, come nel mal di schiena provocato da irritazione del muscolo ileopsoas, si possono avere i connotati del cane che si morde la coda. Infatti, un colon irritato può provocare tensioni a questo muscolo. (Sono frequenti i mal di schiena dopo la feste e relative abbuffate), se il farmaco irrita i colon o il fegato .... Il mal di schiena non si allevia e se si è in posizione antalgica, ci si fissa in quella posizione, ed è più duro uscirne, in pratica si atogenera un circuito di malessere.

Che fare in questi casi? Per prima cosa modificare il proprio regime alimentare preferendo alimenti che non stimolino l' infiammazione ed aiutino l'organismo a disintossicarsi, una scelta consapevole, appunto, selezionando gli alimenti adatti alla situazione.

Questo da fare al bisogno e non generalizzato. L'alimentazione deve essere mirata e non compulsiva.

In un grafico proposto da un centro di ricerca statunitense, la dieta antinfiammatoria è posizionata  molto in alto tra i rimedi inaspettati nel risolvere gli stati infiammatori al di sopra di pratiche terapeutiche consolidate e appena sotto a farmaci molto potenti e tecniche come il miglioramento della postura.

Quali sono gli alimenti da usare e quali da limitare? Di seguito una tabella parziale degli alimenti utilizzabili.