Nutrizione e oncologia

L’alimentazione è importante per tutti, ma con obiettivi diversi. Se per la persona in salute è fondamentale e  preventiva, ma per chi è in trattamento oncologico la dieta è connessa al tempo della cura ed è primariamente finalizzata a mantenere un buono stato nutrizionale, che consenta di effettuare le terapie oncologiche riducendo gli effetti collaterali e migliorando la qualità di vita. I cibi devono essere sostanzialmente sani e in grado di favorire la funzione depurativa degli organi (come fegato, rene e intestino) che già sono “stressati” dal peso della chemioterapia, e garantirne il buon funzionamento. In questo senso frutta non molto ricca di zuccheri e verdura, in special modo le ombrellifere, come carote, finocchi, sedano, sono vegetali con proprietà depurative. Quando si affronta la malattia oncologica è bene viziarci e coccolarci: ancor meglio se qualcuno prepara per noi, con fantasia e amore, pietanze appetitose. Tuttavia, non dobbiamo dimenticare che se il nutrimento equilibrato non si accompagna a un’attività fisica, magari anche limitata a una passeggiata nel verde, a un sonno adeguato e a una riduzione delle occasioni di stress, può perdere buona parte dei suoi.


RAPPORTO FRA CIBO E TUMORE AL SENO 


Ma in che modo e in quale misura le scelte alimentari e lo stile di vita possono influire sulla prognosi di un tumore al seno?

I dati scientificamente già accertati sono ancora pochi, tuttavia, alla luce delle numerose ricerche indirizzate in tal senso, ci hanno indicato che assumere cibi di animali allevati con mangimi ricchi di estrogeni può condizionare lo sviluppo di alcuni tipi di tumore. Alimentarsi bene, magari riducendo la quantità di proteine di natura animale, specialmente se derivate da animali allevati, potrebbe essere un vantaggio. Un secondo vantaggio che sicuramente si associa alla prognosi è mantenere una forma fisica adeguata: per una serie di ragioni connesse ai livelli d’insulinemia e ad alcuni fattori di crescita che hanno dei meccanismi d’azione simili a quelli dell’insulina, l’accumulo di grassi e il sovrappeso costituiscono fattori di rischio sia nello sviluppo sia nella prognosi del tumore. È bene dunque evitare le diete iperproteiche dove l’utilizzo principalmente proteine di origine animale allevati con mangime apportano nel nostro corpo  un’ innalzamento degli estrogeni fattori predisponenti al tumore ma  invece privilegiare una dieta bilanciata, ricca di verdure, di pesce, legumi con carboidrati di buona qualità integrali ricchi di fibre, bevendo molti liquidi e facendo adeguata attività fisica.  Misura e ed equilibrio sono le parole chiave: nel momento in cui ci ammaliamo, il cibo rappresenta il benessere, per cui imporre grossi sacrifici alimentari potrebbe essere controproducente, anche se il concetto di sacrificio alimentare dipende dal tipo di educazione al cibo che si possiede: chi possiede un’educazione alimentare sbagliata, basata sugli eccessi, finisce per percepire come sacrificio una semplice dieta equilibrata.